Comunità del Patriarcato di Mosca in festa per celebrare la Pasquetta ortodossa e il compleanno del parroco padre Grigore

La comunità ortodossa del Patriarcato di Mosca di Piacenza ha festeggiato la Pasquetta (che nel calendario ortodosso cadeva il 3 maggio) con una celebrazione religiosa, la Divina liturgia di ringraziamento, presieduta dal vescovo appartenente a quel patriarcato Ambrosij Munteanu, abitualmente residente a Bologna. Il parroco padre Grigore Catan – coincidendo la festività con il suo 45° compleanno – ha invitato alla celebrazione, oltre al vescovo Munteanu, gli altri sacerdoti di questa comunità ortodossa presenti nel nostro Paese. Ventiquattro parroci e tre diaconi (tra cui russi, moldavi, ucraini e sei italiani) hanno così colto l’occasione per venire a Piacenza e conoscere meglio la parrocchia dei Santi Tre Vescovi (Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo) di via del Consiglio, di fianco al Tribunale (chiesa di Sant’Eustachio, appartenente alla congregazione dei Filippini).

Alla cerimonia hanno partecipato, per la Banca di Piacenza, il presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani – che ha fatto dono al vescovo Munteanu di alcune prestigiose pubblicazioni della Banca – e il vicedirettore generale Pietro Boselli. L’Istituto di credito ha poi riservato un volume a tutti i sacerdoti delle comunità ortodosse italiane del Patriarcato di Mosca, sia quelli presenti, sia quelli che non hanno potuto partecipare.

Nell’occasione il vescovo Munteanu ha consegnato al parroco padre Grigore l’onorificenza conferitagli dall’Esarca patriarcale dell’Europa Occidentale metropolita Antonij di Korsun.

Dopo la funzione religiosa, un coro di giovani e di bambini della comunità ha cantato inni sacri riscuotendo l’apprezzamento dei presenti.

La festa si è conclusa con un pranzo che, stante le disposizioni anti Covid, si è tenuto all’aperto a Villa Costanza di Pontenure.

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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