Guerrino Lovato a Piacenza con “La levatrice incredula”. Un viaggio nella storia dell’arte alla scoperta di un personaggio dimenticato

Quando Bruna Milani mi chiama, io vado sempre, perché so che gli eventi segnalati da lei sono magia. Magica é stata anche la serata organizzata nel salone della Parrocchia di Santa Franca con Guerrino Lovato. Il nome é di peso e,  a conoscerlo, non c’é da stupirsi se é diventato uno dei più grandi artisti italiani apprezzato in tutto il mondo. Scultore, scenografo, storico dell’arte, ma anche artigiano, ricercatore, una carriera lunga oltre 30 anni e intrecciata con il cinema, l’opera, il teatro e con committenze prestigiose.

A Malo, Vicenza, Guerrino ha fondato un museo-laboratorio e le sue restano le maschere più rappresentative di questa tradizione (scelte anche da Kubrick per Eyes Wild Shut). Un personaggio esplosivo, simpatico, diretto, umile come solo i grandi riescono ad essere. Non ci ha messo molto, dunque, a conquistare la platea che nei giorni scorsi lo ha seguito in una serata di cultura divulgativa, di approfondimento coinvolgente, di piacere nel ripercorrere la storia dell’arte intrecciata alla religione.

Il primo natale, il primo miracolo di Cristo, il mistero della levatrice incredula, quella Salomé che volle toccare con mano la verginità di Maria invalidandosi. La leggenda al centro del volume presentato da Lovato narra che la donna, rivoltasi a Maria per avere un aiuto, ritrovò la funzionalità delle sue mani solo dopo aver toccato il bambino Gesù. Un evento narrato dai Vangeli apocrifi, rappresentato a lungo nelle scene della natività, almeno fino al 1600, ma anche una figura trascurata dalla storia dell’arte che raramente si é soffermata su questo personaggio. La ricerca di Lovato ha permesso di individuarlo in almeno 90 dipinti, di cui 80 inediti, evidenziando le diverse sfumature attraverso cui viene raccontato un episodio non secondario, anche se poco conosciuto,  nella storia della religione e dell’arte.

La serata é stata seguita con grande interesse. Una presentazione non accademica, ma anzi, coinvolgente e ironica, con la profondità e l’autorevolezza della ricerca realizzata in modo scientifico, in 30 anni di lavoro e di scrupolosa analisi. Un progetto che Guerrino Lovato sta portando in tutta Italia e che é arrivato anche a Piacenza grazie all’amicizia dell’artista veneto con Bruna Milani, poeta e scrittrice piacentina che ha organizzato la serata alla Parrocchia di Santa Franca occupandosi anche della introduzione

 

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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