LEGGETE “DALL’AMORE VIOLATO ALL’AMORE VOLUTO” DI ELISIR DELANUIT

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. (De Andrè)

Mi è venuta in mente questa frase, pensando alla prima raccolta di poesie di Elisir Delanuit (Elisa Ballada), scrittrice piacentina nonché amica di chi scrive. Appena ho saputo di questo suo lavoro, l’ho contattata per un’intervista.
Quello che segue è un mix tra la recensione di “Dall’amore violato all’amore voluto”, e una chiacchierata con l’autrice. Non fatevi ingannare dalla parola “amore” nel titolo, non vi aspettate scritti mielosi o aforismi da Baci Perugina, siamo lontani anni luce.
Il libro di Elisir è una pugnalata al cuore: proverete disgusto, malessere. Sì, fa male leggere questo libro. Elisa si è “disossata”, queste le sue parole, per scrivere “Dall’amore violato all’amore voluto”. Le sue poesie sono fiori nati dal buio della violenza, e se vorrete coglierli vi regaleranno uno sguardo inedito e sincero sulle complesse tematiche affrontate.
Laura P.

Elisa Ballada è una scrittrice piacentina. Elisir Delanuit è il suo nome d’arte, nonché quello della protagonista della sua prima raccolta di poesie, “Dall’Amore Violato all’Amore Voluto”, che racconta in versi fortemente autobiografici esperienze di violenza, droga, stupro e pedofilia.

Non c’è spazio per moralismi o perbenismi nella poetica cruda e a tratti crudele di Elisa, in cui il dolore vissuto non viene in alcun modo rinnegato o edulcorato, perchè, secondo l’autrice,“la verità va raccontata nella sua integrità, ad ogni costo”. Il risultato sono versi aggressivi e potenti attraverso cui il male si trasforma in amore vero. 

La scrittrice, con parole che entrano nel cuore e nello stomaco, accompagna il lettore in una discesa nell’inferno personale di Elisir, cominciato quando era solo una bambina, costretta dai 9 ai 14 anni a subire molestie dal compagno della nonna, poi condannato a 10 anni di carcere. 

Poesia tratta dalla raccolta “Dall’amore violato all’amore voluto”

Gli abusi vissuti hanno segnato corpo e anima di Elisir, lasciando pesanti cicatrici che si stanno rimarginando solo grazie ad un importante lavoro su sé stessa. 

“Otto anni di psicoterapia – racconta l’autrice – mi hanno portata ad avere una consapevolezza che senza questo percorso di riabilitazione non avrei mai raggiunto”. Il lavoro interiore emerge chiaramente dalla lucidità con cui nel volume vengono affrontate le tematiche, ancor più complesse in quanto sperimentate in prima persona.

Il distacco che a tratti si percepisce è solo apparente, c’è in realtà in ogni verso una sensibilità in grado di stabilire profonda empatia tra autrice e lettore.

Mi sono letteralmente disossata”, risponde Elisir descrivendo il processo che l’ha portata alla realizzazione del libro. “L’ho scritto di getto, in dieci giorni, e poi rivisto in circa una settimana”.

Alcune poesie sono narrate anche dal punto di vista del carnefice, il violentatore. 

“Strumento”, da “Dall’amore violato all’amore voluto” di Elisir Delanuit, scritta dal punto di vista dello stupratore

Immedesimarmi in quella persona è stato veramente difficile, ma mi ha aiutato ad esorcizzare il mostro che albergava ancora dentro me, infestando la mia mente e la mia anima. Questo espediente mi ha liberata”.

A pesare ancora, invece , sono i giudizi e l’incomprensione del prossimo: l’arresto dell’uomo che ha rovinato la vita di Elisir non sempre ha portato a un sostegno da parte della società, a volte sospettosa e priva di empatia verso le vittime di abusi, e della gente, “bravissima a giudicare, e molto poco propensa a mettersi nei panni di chi ha subito violenze”.

Racconta Elisir “invece di supporto e comprensione, spesso ho ricevuto derisione, parole di condanna…alcune persone hanno anche approfittato dei miei momenti di debolezza. La mia prima reazione? Come racconto anche nel libro, è stata farmi del male: un paio di birre con le “medicine”, e cominciava un nuovo viaggio in un mondo parallelo, un luogo dove dare un senso a tutto quanto”.

Un modo di evadere, ma anche e soprattutto di stare bene, l’hai poi trovato con la scrittura. Da quando hai capito che la Poesia era per te una forma di terapia? Come avviene il tuo processo creativo? 

Ho compreso che la scrittura fosse un modo per stare meglio da quando avevo circa 18 anni. Tenevo diari, scrivevo brevi poesie. Durante gli anni bui, è diventata una necessità, un atto liberatorio che mi donava forza.

Inizialmente il processo creativo era una forma di cura: cercavo un perché, di dare forma al dolore che provavo. Prima scrivevo solo cose tristi. Oggi il mio modo di scrivere è diverso, è un canale di continua trasformazione: non è più il mio umore a condizionare la stesura, ma sono io la nuvola che può dar vita a una creazione allegra o malinconica, il sole che irradia una triste domenica, un arcobaleno che fa infuriare le lacrime di amanti lontani. Le parole che uso esistono sotto la mia pelle e fanno parte dei demoni che mi porterò dietro tutta la vita: alcune belle e musicali, altre così aspre da prendere paura.

A chi è rivolto “Dall’amore violato all’amore voluto”? Scrivi per te stessa o speri che il libro possa essere d’aiuto a chi ha vissuto esperienze simili a quelle di Elisir?

Il libro è rivolto in primo luogo alla mia coscienza smarrita, quella parte di me che per anni ha fatto così male da essere sopraffatta in tutto e per tutto; tuttavia mi piacerebbe anche poter essere una voce di riferimento per uomini e donne, bambini e adulti, che magari hanno vissuto un’esperienza simile, ma sono stati ammutoliti per bieco moralismo. L’abuso e la violenza, o vengono commercializzate, oppure sottaciute perché l’argomento è ritenuto “troppo” forte. 

Mi sono strappata il cuore dal petto e l’ho fatto a brandelli, sono andata oltre quel “troppo”: credo si debba urlare al mondo il proprio dissenso, denunciare, rivolgersi a professionisti competenti in ambiti psichiatrici e psicologici. 

Infine, il libro vuole dare una scossa a chi ancora oggi parla di abusi e stupri come cose impensabili, dell’altro mondo, lontane dalla nostra quotidianità. Ancora, denunciate, non state zitti per paura! Siamo nel 2021, la parola ‘omertà’ non dovrebbe nemmeno esistere… Così come non dovrebbero più esistere etichette solo perché si ricorre ad un aiuto psichiatrico. Nel libro si parla anche di questo, ci tengo a far sapere che è possibile avere una vita dignitosa anche se si soffre di patologie come il “disturbo della personalità borderline”: i luoghi dove trovare aiuto e comprensione ci sono, non vergognatevi di ricorrervi.

Concludiamo ricordando dove si può trovare il libro, sia online che in formato cartaceo.

Su Amazon libri, a questo link , oppure cercando il titolo “Dall’Amore Violato all’Amore Voluto” o il nome dell’autrice, Elisir Delanuit (la trovate su Instagram come https://www.instagram.com/delanuitelisir/ )

Laura Parmeggiani in collaborazione con Franco Fratini

Laura Parmeggiani è freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design, ma è il video...

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