ANCHE UNA TELA DEL GAZZOLA ALLA MOSTRA DI CREMONA SU MIRADORI

C’è anche un quadro dell’Istituto Gazzola di Piacenza alla mostra in corso a Cremona e dedicata a Luigi Miradori. Rappresenta la Sacra Famiglia ed è oggi all’Istituto Gazzola dopo essere stato in una collezione privata piacentina, quella della famiglia Martelli che – secondo Arisi – possedeva il dipinto già alla fine del ‘700.

Com’è noto il Genovesino lavorò a Piacenza alcuni anni ma, in questo periodo piacentino, fu colpito da una serie di lutti che ne prostrarono il carattere e che certamente condizionarono la sua attività pittorica. Studiata da Mina Gregori, la scena del dipinto del Gazzola è ambientata in prossimità di un contesto architettonico appena accennato, in una luce di crepuscolo che colora di toni rosati il cielo e il paesaggio collinare rapidamente tratteggiato sullo sfondo (Bellagamba – Rapetti). La Madonna si sporge dalla sedia tendendo le mani al figlio che avanza traballante verso di lei; Giuseppe si appoggia al bastone e guarda la scena con orgoglio. A destra, invece, la culla è coperta da un panno rimboccato che termina in corrispondenza del cartiglio con firma e data, 1639 (Bellagamba – Rapetti da Arisi).

La mostra di Cremona – dove l’artista lavorò più anni che nel piacentino, ma dopo il periodo presso di noi anche se da Cremona continuò a vendere sue opere ai piacentini – è stata promossa dal Comitato Claudio Monteverdi 450 (composto, tra gli altri, dal Comune di Cremona e dalla Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli) e realizzata grazie al contributo di numerosi enti.

Curata da Francesco Frangi (Università degli Studi di Pavia), Valerio Guazzoni (storico dell’arte) e Marco Tanzi (Università del Salento), l’esposizione è visitabile a partire da oggi – e fino al 6 gennaio 2018 – alla Pinacoteca del Museo civico “Ala Ponzone” di Cremona. Catalogo Officina Libraria di Milano, riccamente illustrato.

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *